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Le Supposte Antibiotiche

Esistono antibiotici a pillole
grandi quanto supposte
che a vederli la prima volta,
non sai bene se vanno assunti
per via orale o anale.

Quello che mi chiedo sempre è:
ma se ho la febbre,
si presume che io abbia anche
le tonsille infiammate/ingrossate,
e se le ho ingrossate
ai livelli di una pallina da golf,
che pure deglutire saliva è difficoltoso,
come faccio a scendermi
un missile di 1cm di lunghezza
e di mezzo centimetro di profondità?

E’ normale che prima lo mastichi
e poi lo butti giù,
per forza,
mica posso rischiare il soffocamento?
Dicono che non si dovrebbe,
ma mi costringono a
sbattermene altamente
per puro spirito
di sopravvivenza.


1) La farfalla di Belen.
Per quanto sembri un rimando
al suo sextape, non è così.

2) L’inglese di Morandi.

3) La Chiesa e l’ossequiosa Rai
incazzati come iene
per le sovversive teleprediche di Celentano.

4) La giuria demoscopica
che non riesce a votare
nonostante un intero anno
di preparativi della kermesse.

5) La classica frase “Non ho nulla contro i gay”,
a cui mancava solo l’aggiunta
“ho tanti amici gay”
per cadere definitivamente
nei luoghi comuni.

6) Il terzo vincitore
nelle ultime 4 edizioni del Festival
proveniente da “Amici”.

Esistono lavori esclusivi
per le donne:

commessa,
cassiera,
baby sitter,
estetista,
ecc… ecc…

A garanzia di una minima
forma di welfare sociale,
sono campi dove qualsiasi
donna alla canna del gas
ha possibilità di trovare occupazione.

A parità di condizioni,
l’uomo gli verrebbe preferito
anche in quei campi se non ci fosse
un “tacito accordo morale”
tra i datori di lavoro,
preferenza che avverrebbe non per “razzismo”,
ma semplicemente per una più lunga
e stabile tenuta/produttività,
cioè che invece una donna
non potrebbe garantire
a causa dell’esile fisico,
dei figli e delle gravidanze.

I 10 Comandamenti

I 10 comandamenti
sono il più classico
esempio di come la Chiesa
punti a condizionare le menti
dei suoi fedeli obbligandoli
a fare ciò che essa vuole,
ovvero seguire pratiche e dictat
che non consentono il libero arbitrio
e l’allontanamento dall’influenza religiosa.

Per terrorizzare, poi,
chi non si attiene a tali disposizioni
è stato creato il luogo dell’inferno,
dove si soffre in eterno,
mentre come premio a una vita
ossequiosa verso il “Signore Dio tuo”
c’è il paradiso, abitato da simpatici
angioletti e dove puoi stare
a stretto contatto con i propri
defunti o con il santino
a cui sei più devoto.

Nel Call Center vacce Te

Fatti personali ne racconto pochi
semplicemente perchè
non ritengo che possano essere
di interesse pubblico.

Quello che però mi è successo
un paio di settimane fa merita
di essere condiviso perché
è un quadro perfetto
della situazione attuale.

Stavo a letto da giorni
con la febbre oscillante
tra i 38° e 39.5°,
avevo appena finito di scrivere
il testamento quando arriva
una telefonata, rispondo
con l’ultimo anelito rimastomi,
e dall’altra parte:

“Salve, siamo della Gi Group
(agenzia interinale) la chiamo
per un posto di lavoro
in un call center,
oggi ci sono i colloqui”.

No no no, aspetta un attimo,
io sto più di là che di qua,
tu, agenzia interinale,
dopo 4 mesi di silenzio assoluto
chiami per offrire
a me, laureato 24enne,
un lavoro in un call center?????

Ma con quale faccia?
Santo cielo sappiamo
che il periodo è difficile
e per questo non pretendo
un posto da dirigente,
ma diavolo, se volevo
lavorare in un call center
con una laurea in mano
mi rivolgevo a te???

Per dignità mi sono
promesso di non lavorare
mai né in un call center
né come venditore porta a porta,
piuttosto vado a pulire i portoni
che è meno umiliante.

Politici al Contrattacco

In Italia si sta verificando qualcosa
di singolare negli ultimi anni,
è come se il governo di turno
per evitare di essere attaccato
sulle proprie scelte scellerate
in ambito finanziario,
adotti la tattica del contrattacco.

Restate a casa fino in tarda età
perché non avete una sicurezza lavorativa?
In realtà lo fate perché vi fa comodo,
bamboccioni! (Padoa Schioppa)

Il paese è in recessione?
è perché non avete voglia di lavorare,
siete dei fannulloni. (Renato Brunetta)

Il sistema universitario
con le sue tasse vessatorie
costringe lo studente con alle spalle
una famiglia economicamente debole
a lavorare e studiare contemporaneamente
per pagarsi gli studi?
Poche chiacchiere,
se si laurea dopo i 28 anni
è uno sfigato (Michel Martone).

Desideri un posto fisso
come tuo padre, tuo nonno,
il padre di tuo nonno, ecc…
che ti dia un minimo di solidità
e progettualità futura?
Che monotono che sei (Mario Monti).

Lapo e la Neve

Lapo Elkann:
“Hey, brother, come butta?”

John Elkann:
“Guarda, un inferno,
non posso uscire di casa,
qui siamo pieni di neve”.

Lapo Elkann:

“Grandissimo, ricevuto,
le bimbe le porto io,
vai tranquillo,
aspetto che finiscano
di farsi la barba
e partiamo sul Ferrari giallo.

Sabato sera, freddo boia,
la Carlucci alle 22.50
annuncia clamorosamente
un’esibizione di Burlesque
di una tale Immodesty Blaize
presentata come la “regina”
del genere, bah, sarà,
io ero rimasto a Dita Von Teese,
ma fa niente, a maggior ragione
sale l’ansia per vedere
chi sarà e cosa mai farà.

Già la cosa, però,
mi puzzava dal principio:
il burlesque in Rai,
in un programma di suor Carlucci,
alle 22.50 oltretutto,
le premesse della sola c’erano tutte.

Ed infatti…
entra la Blaize,
di viso non è un granchè,
poi una volta tolto il corpetto
capisco che fisicamente
sta messa anche peggio,
‘na panza imbarazzante
e forme non proprio da pin-up.

Mi dico, “ci sta”,
il burlesque è l’arte
seduttoria della gente comune,
non è obbligatoria l’avvenenza
(anche se almeno in tv sarebbe gradita…).

Andiamo avanti,
tolto questo corpetto,
sta tizia rimane con
un reggiseno color carne
tutto decorato di strass,
allorchè penso:
“siamo in Rai… suor Carlucci…
si gira di spalle, se lo toglie,
si mette le mani davanti,
si rigira e subito la coprono”,
macchè…
hanno avuto il barbaro
coraggio di fargli concludere
l’esibizione con il reggiseno addosso,
ma ci rendiamo conto?
E’ come uno che inizia a raccontarti
una barzelletta lasciandotela però
senza la battuta finale, uguale.

Allora…
Fanculo al disgustoso
bigottismo della Carlucci,
fanculo alla Rai che nel 2012
ancora censura un paio di tette,
e fanculo anche a Italia’s Got Talent
che di tutti i concorrenti, tutti,
mette il cognome in sovraimpressione
tranne quello della lapdancer russa (Anna K.)
che sabato sera lo avrebbe
fatto alzare anche a Malgioglio.

Mendicare Amore

Si può mendicare tutto,
ma non l’amore.

Soldi, cibo, lavoro,
ci sta che una persona
non sia riuscita
a guadagnarseli da sola
per svariate cause
come potrebbero esserlo
l’istruzione, la famiglia,
i cattivi amici o la sfortuna,
in tal senso non è un disonore
ammettere la propria incapacità
ad acquisire una certa autonomia.

Quando però l’uomo si ostina
a mendicare un po’ d’amore
scende davvero troppo in basso,
è un’umiliazione per egli stesso,
perché a venir messe in discussione
non sono le sue capacità,
che si possono avere o meno,
ma la persona nella sua essenza.

Voler a tutti i costi sbattere
la testa contro una donna/uomo
che ci ha detto chiaramente
che non ci ama e che non ha alcuna
intenzione di farlo in un futuro
a volte mi chiedo che senso abbia.

In quel momento conferiamo
fin troppa importanza
a una persona che in fondo non ne ha,
inoltre stiamo dimostrando
che siamo delle persone
così povere di contenuti
da non piacere a nessun’altra,
tanto da doversi ridurre
a mendicare pietosamente amore
alla malcapitata di turno.

Anni fa alcuni sociologi
formularono la
“teoria dell’etichettamento”,
essa sosteneva, in sintesi,
che è deviante non tanto
un determinato atto
o la persona che lo compie,
bensì quello che la società
avverte ed etichetta come
atto/persona deviante.

Mi spiego meglio:
l’incrocio tra il White Terrier e l’Old Bulldog
viene accettato socialmente
e il cane che ne deriva, il Pit Bull,
è per questo definito “di razza”.

A differenza di ciò che invece
accade con l’incrocio tra il cane
X con quello Y, dove non c’è riconoscimento,
e la società etichetta l’animale
come “bastardo” seppur esso
sia originato da un mix di razze
proprio alla pari del Pit Bull.

Il Pit Bull non nasce cane di razza,
lo diventa quando una collettività
lo riconosce come tale.

Lingua Fallocratica

A me piace molto
soffermarmi sulle sfumature
di una lingua, su quelle cose
dette automaticamente,
senza pensarci sopra più di tanto,
ma che in sé racchiudono
la cultura di un popolo.

La società italiana,
ad esempio, è palesemente
fallocratica da sempre,
ed infatti la sua lingua
la rispecchio appieno.

Avete fatto mai caso
a quanta importanza diamo
alle parole “palle” e “cazzo”?
Moltissima, tanto è vero
che le utilizziamo
un po’ ovunque e in diverse forme:

ne ho piene le palle,
hai rotto le palle,
mi hai fatto scendere le palle,
che palle,
che palla hai detto,
‘sti cazzi,
cazzi amari,
ecc… ecc…

La parola “figa” la si usa raramente,
mentre “tette” mai.

Tempo fa stavo guardando youtube,
quando al lato, nei consigliati,
mi accorgo di un video
che aveva come anteprima
una ragazza piegata su una scrivania,
con un sedere pazzesco in bella mostra.

Da buon ometto, mi parte l’ormone,
e ci clicco immediatamente sopra.

Era un tranello.

Il video era composto da questa
unica foto statica con in sottofondo
una canzone hip hop molto
gradevole di un gruppo che non
avevo mai sentito prima.

Mi documento, e scopro
che si chiamano “Huga Flame”,
sono di Varese e stanno
da 12 anni sulla scena.

Scarico un pezzo e mi piace,
ne scarico un altro, idem,
poi un altro ancora,
e infine tutta la discografia.

A mio avviso, i migliori
sono gli ultimi album,
mentre tra le dozzine
di canzoni che meritano
di essere ascoltate
ho deciso di proporvi
questa che vedrete sopra
perché è ritenuta una dei loro
“cavalli di battaglia”.

S.O.S. Tata (Parte Terza)

Sos Tata apre una finestra
sui rapporti coniugali,
oltre che sul mondo
dell’infanzia e dell’educazione.

I problemi con i figli
sovente sorgono a causa
degli attriti esistenti
tra i genitori.

Le donne saranno anche impedite
di loro nell’educare i pargoli,
però alla base c’è soprattutto
un rapporto di coppia vacillante
che costringe la donna
a farsi carico da sola del figlio.

Quando questo si verifica,
solitamente, le donne
reagiscono in una duplice maniera:

o si concentrano morbosamente
sul ruolo di madri, annullandosi
come mogli e andando così
incontro a un tradimento sicuro;

oppure diventando “libertine”,
cercando rapporti extra-coniugali
per evadere dalla routine famigliare
(le chat di incontri sono piene di questi casi).

Dicono che
“il primo amore non si scorda mai”,
infondo è vero,
perchè è quello più autentico,
che viviamo nella maniera più travolgente,
senza filtri o limitazioni,
convinti che durerà in eterno.

Poi lo scorrere degli eventi
ci porta inesorabilmente a
imboccare strade diverse
e sempre con maggiore cautela,
tanto che, nella
successiva relazione,
invece del 100%,
daremo il 95,
ancora scottati dalla precedente.

E così via a scalare
in quelle che verranno dopo,
la percentuale di coinvolgimento
andrà ad abbassarsi drasticamente
mentre ad aumentare saranno
le barriere che innalzeremo
tra noi e l’altro,
sempre più visto come
“dama di compagnia”
o “partner sessuale”
che come amato.

Vada a Bordo, Cazzo!

Comandante Schettino,
a scanso di equivoci,
qualora le dovesse
mai capitare di navigare
dalla parti di Capri,
guardi che questi scogli
sono certo che risultano
segnalati sulle carte.

Twitter e Facebook nacquero
con lo stesso obiettivo,
per poi, solo da qualche tempo,
proseguire su strade ben diverse.

Potremo dire che Twitter,
grazie anche alla grossa
campagna pubblicitaria iniziale,
fattagli da vip “opinion leader” di turno,
pagati per gestire un proprio profilo
(all’inizio funziona così, è una tattica di marketing attira gente),
è diventato nell’immaginario collettivo
un social network “d’elite”,
frequentato solo da gente acculturata
e attiva politicamente
con cui disquisire sui vari
problemi dell’umanità (Bah).

Mentre FB è sempre più
il social delle masse,
dove trovi di tutto e di più.

Usando una metafora televisiva,
che mi piace e rende moltissimo,
potremmo dire che se Twitter
è paragonabile a “Vieni via con me”,
Facebook deve accontentarsi
di essere il “Grande Fratello”
dei social network.

In due notti insonni
mi sono imbattuto in maniera
del tutto fortuita
in alcuni programmi tv
che mi hanno lasciato
a dir poco perplesso:
“la mala educaxxxion”
e “sex therapy”.

Il primo va in onda
il martedì in seconda serata su la7d,
e consiste in un dibattito
su tematiche a forte sfondo sessuale
tra 40 maiale esagerate,
di qualsiasi età,
e i 5 “rattusi” (erotomani)
presenti in studio.

Il programma, manco a dirlo,
tocca vette altissime.

Ogni donna in preda
a una palese e acuta sindrome
di tafazi si cimenta,
con apparente nonchalance,
nell’arte dell’auto-sputtanamento,
confessando nei minimi particolari
quanto sia troia a letto.

Cose che se in condizioni di normalità
finissero all’orecchio del proprio
datore di lavoro o dei propri genitori,
già solo questo costringerebbe
la donna in questione
a circolare con la testa sotto terra,
ma che se dette invece in televisione,
davanti a migliaia di persone,
sembrano perdere la loro valenza morale
per diventare altro, qualcosa
di trascendentale da chi lo dice, puro show.

La conduttrice, Elena Di Cioccio,
non si esime certo da questo
gioco al massacro, con domande
esistenziali poste alla collettività
del tipo “preferite essere leccate o penetrate?”
e chiamando a dare il suo parere
da esperta all’immancabile
(quando si tratta di maialate) Melissa P.

La Sagra delle ovvietà.

Ma poi dico, come si può
continuare a mandare in tv
una che si è fatta i soldi
scrivendo un libro su delle
(presunte) porcate compiute
in età adolescenziale, come?
Tra l’altro non ci crede nessuno
che quel mezzo cesso di donna
sia stata così “desiderata”,
era semplicemente una sfigata
che nessuno si inculava e che,
proprio per questo, decise di riversare
in un libro tutte le sue più
recondite fantasie.

Su “sex therapy” spenderò
poche parole, anche perchè
di più non ne merita…
Si definisce un docu-reality
dedicato al sesso e
va in onda su “Cielo”,
dal lunedì al venerdì
solo dalle ore 00:30
(e così, grazie a Dio, questo imbarazzante
spettacolo se lo risparmiano in molti).

I protagonisti sono assurdi,
sia le coppie che i “terapisti”
(p.s. uno ovviamente gay),
le storie sono assurde,
le terapie sono assurde.

Il programma è una sorta
di “ma come ti vesti?”,
il format è praticamente identico
ma riadattato in chiave sessuale,
è inoltre tutto scritto,
di reale c’è ben poco,
i protagonisti recitano
in maniera evidente e maldestra
il copione a loro assegnato.

Due Figli

Un figlio non lo fate per voi,
bensì per lui e
per l’intera collettività,
sarebbe buona cosa, quindi,
darne alla luce almeno 2.

Sia perché così
si sosterranno a vicenda,
sia per non sentirvi responsabili,
nel vostro piccolo,
della riduzione della popolazione.

Messa così,
sembrerà spararla grossa,
però riflettendoci
un suo senso lo ha.

Per due persone destinate
a morire (i due genitori),
solo una è destinata a vivere (il figlio),
quindi se ogni coppia
decidesse di avere un solo figlio,
nel corso degli anni
la popolazione andrebbe
a dimezzarsi drasticamente.

Tra le malattie che mietono
ogni anno un elevato
numero di vittime
annoveriamo l’aids e il cancro.

La mia domanda,
mica tanto provocatoria, è:
possibile che non si sia ancora
trovata una soluzione?

Le stiamo combattendo da decenni
grazie anche a grosse quantità di fondi.
Vi invito a riflettere
solo in Italia quante donazioni
riusciamo a raccogliere
per queste cause attraverso iniziative varie,
come le campagne televisive (Telethon).

A queste grosse cifre raccolte
esclusivamente nel nostro paese, vanno poi
sommate quelle raccolte negli altri
costituendo così una cifra spropositata,
ogni anno…. per anni e anni…

Siamo davvero sicuri che a qualcuno
interessi trovare una soluzione?

Perché io, casa farmaceutica,
dovrei investire risorse in ricerca
per debellare una malattia
che annualmente mi fa introitare
fior di quattrini grazie alle sue cure?

Provate a dare un’occhiata
al prezzo dei farmaci
usati nelle chemioterapie
e dopo sono certo
che, se non la penserete come me,
almeno non mi darete del folle.

Le due facce di un Rifiuto

Bisogna fare una
differenza e dare la giusta
interpretazione a un
eventuale “rifiuto”:

1) c’è quello categorico,
che non lascia alcun spiraglio di ripensamento
(lo riconoscete dalle (non) reazioni
a una vostra sorpresa/gesto carino
oppure da come vi si tagliano le gambe
a qualsiasi tentativo di avvicinamento);

2) e c’è quello di circostanza,
a intendere che state avendo a che fare
con una persona non facile,
che per averla occorre sudarvela.
A dirla in breve, quei classici “no”,
che in realtà e in prospettiva
stanno per “sì”.

Donna Moderna

Mio nonno sosteneva,
con tutta quella saggezza popolare
che solo le persone anziane
di un tempo hanno, che

“le femmine sono buone
solo in due posti:
in cucina e sopra il letto”.

Guardando l’ultima edizione
del grande fratello,
benché se ne voglia discutere,
è comunque una finestra
sulla modernità che permette
di farsi un’idea su come stiano
andando le cose nella società,
inizio a dubitare persino
di questa duplice utilità.

Lo scenario che ogni giorno
ci viene presentato è imbarazzante,
sia per una categoria che per l’altra:
le donne stravaccate sul divano
e gli uomini intenti a cucinare
e pulire casa.

Pensi:
“io uomo, lavoro tutto il giorno
per portarti i soldi
e quando torno devo pure
cucinarmi e farmi il letto
perché tu o ti scocci o non ne sei capace?”.

Desolazione.

Allorché, accantonato
l’aspetto “culinario”
tenti di farti forza
sostenendo che almeno la sera
hai un troione ruggente nel letto,
macché,
se ancora esistono quelle che quando
la Marcuzzi fa “Ragazzeeee entrano
nuovi ragazzi e sono singleeee”,
che tradotto sta banalmente per:
“ragazzeee arrivano i cazziiiiii”,
loro saltellano entusiaste e infoiate
come non mai, oggigiorno corri
il serio di rischio di incappare
pure in una donna lesbica,
socialmente inutile per mio nonno:

a cucinare non se ne parla proprio
e di fottere men che meno.

Il Peggio è Passato


Grazie a Dio sono finite
le festività natalizie, non so voi,
ma a me stanno sugli zebedei
come poche cose al mondo.

Tutti a bombardarti di auguri,
cosa che trovo di un’ipocrisia inaudita,
il bello è che ogni anno mi prometto
sempre di contarli,
per vedere quanti ne riesco ad accumulare
ma poi finisco inevitabilmente
per dimenticarmene e lasciar perdere.

Più odiosi degli auguri ricevuti,
sono però gli auguri commissionati:
“salutami casa”, “fai tanti auguri
a mamma da parte mia”.

Ma che significa?

Ma non puoi alzare la cornetta
e fare tu una telefonata?
Credi che io appena
arrivi a casa la prima cosa
che faccio è andare da mia madre
a dirle “mamma ti augura buon anno tizio”?
Quacuno è così ossequioso
da farlo per davvero?

No, sono allora evitabilissimi
convenevoli che vanno persi.

Vogliamo poi parlare di tutte
quelle facce, mai viste per un intero anno
e che in queste ricorrenze siamo
obbligati a sbaciucchiare amorevolmente
e col sorriso in bella mostra?

La mia repulsione trova terreno
fertile anche a causa
degli indecenti cenoni
che non finiscono mai,
e più sono lunghi e abbondanti
e più li trovo volgari,
tra l’altro quella roba
non riuscirai mai a mangiartela la sera stessa,
e quindi sarei costretto
a farlo nei successivi 2-3 giorni,
con buona pace del fegato.

In conclusione, il mio pensiero
va al famigerato countdown
pre-anno nuovo: mi mette un’ansia,
un’ansia…. ma un’ansia…

Tutti lì ad aspettare
la mezzanotte e l’anno venturo
come chissà cosa dovesse
verificarsi di straordinario
da dover essere colto
in quel preciso momento
o mai più nella vita,
proprio come se fosse
il passaggio della cometa di Halley.

E’ l’anno nuovo, santo cielo,
ce lo avrai davanti ai coglioni
per altri 365 giorni,
vai a dormire e guadagnane in sonno.

Buone Feste ragassuoli e ragassuole,
ci si rilegge con l’anno nuovo,
però mi raccomando,
affrettatevi a fare
i regali di Natale,
e che siano originali.

Io, ad esempio,
vi consiglio un cd di Adele,
fantastica…
sembra che canti
con la voce degli angeli…
sarà che,
a vederla così,
è facile che se sia
magnata anche quelli!

XOXO

La Beneficenza dei Fessi

Mica mi sembra normale
quando si verifica una sciagura
(terremoto, maremoto, ecc..)
che siano le offerte tramite sms
delle persone comuni
a dover risanare il tutto.

C’è uno Stato che dovrebbe
risolvere qualsiasi problema,
perchè ha le risorse per farlo,
risorse fornite in precedenza
dai cittadini tramite
la vessante tassazione.

Non vedo il motivo
per cui si debba chiedere
a un povero Cristo
di pagare due volte
la medesima cosa:

va bene l’infinita
solidarietà del popolo italiano,
però il governo compra,
con i nostri soldi,
19 maserati blindate
e poi cerca sempre a noi i soldi
per ricostruire una città.

Allora, se permettete,
un tantino, ma giusto un tantino,
a me girano i coglioni.

La Qualità Video Totale

I Colossi della tecnologia
non sanno più cosa inventarsi
pur di vendere nuovi televisori.

In principio c’era il plasma,
poi i tv Lcd, HD, full HD,
i led, i full led
adesso sono arrivati addirittura
ai televisori 3D.

Si sta esagerando,
a maggior ragione
in un periodo di forte crisi,
d’accordo che la gente preferisce
restare a casa piuttosto che uscire
e quindi, teoricamente,
dovrebbe investire in un televisore,

però, almeno che tu non sia
un fanatico della “qualità video totale”,
ma un umile cittadino come mia nonna,
la tv non ti farai mille problemi a vederla persino
con un tubo catodico e sarai contento uguale.

Per carità, bel programma,
con un gradito tocco di internazionalità,
però quelli di X-Factor
dovrebbrero spiegare il perchè
insistono a far cantare
la maggior parte delle canzoni in inglese
quando poi il mercato
in cui devono muoversi
gli aspiranti cantanti
è quello italiano,
dove si vende solo
se si canta in italiano…

Avete mai visto un italiano
fare soldi all’estero?
O, peggio ancora,
un italiano fare soldi
in Italia cantando in inglese?

A me viene in mente solo Elisa,
eppure anch’ella ha dovuto sterzare
per motivi di forza maggiore,
tant’è vero che le sue canzoni
di maggior successo sono quelle
cantate nella lingua madre.

Allora davvero non si spiega
questo incaponimento
sulle canzoni in inglese,
almeno che non sia
solo per darsi un tono.

Altra cosa che fa girare
le scatole sono quei gruppi
musicali che scelgono
di chiamarsi con un
improbabile nome straniero
quando avrebbero potuto
benissimamente scegliere
lo stesso nome, ma in italiano.

Terrorismo Informativo

Il telespettatore italiano
è costantemente sottoposto
a quello che io definisco
“terrorismo informativo”.

Non passa giorno senza
che i contenitori televisivi
trattino un argomento
di morte o paura.

Esaurito (apparentemente)
il ciclone legato alla cronaca nera
(Zio Michele, Garlasco, Brembate,
Amanda e compagnia bella)
si è passati a terrorizzare
lo spettatore con
la più stretta attualità:
La Crisi Finanziaria.

Non so voi,
ma io ho smesso di guardare i tg
e ho riscontrato lo stesso
atteggiamento in molte altre persone.

Appena provi ad ascoltarli
rischi di cadere in depressione
sotto le cicliche affermazioni
a forte impatto emotivo:

“recessione”
“crisi nera fino al 2013″
“zero posti di lavoro”
“pensioni a 70 anni”
“aumento delle tasse”
ecc…ecc…

Ma Vaffanculo!

Allorchè spegni la tv
e preferisci fare altro sennò,
a star sentire loro,
ti dovresti solo mettere
un cappio al collo e impiccarti.

Mai un filo di speranza,
un abbozzo di ottimismo,
sto quasi rimpiangendo
le maratone davanti
al garage di Avetrana.

Le donne non finiranno
mai di stupirci,
sono piene di risorse,
e quando pensi di aver
scoperto tutto di loro,
cacciano prontamente
fuori qualcosa di nuovo
che non esiterà a farti ricredere.

Io ero arrivato
a comprendere che
quando devono posare
per delle foto di nudo,
non photoshoppate,
fanno in modo di farle
con le braccia alzate
così da sconfiggere
la forza di gravità
e apparire con un bel seno
scolpito e compatto:

già solo questa genialata
meriterebbe tutta la stima
di qualsiasi essere vivente.

Ma non si sono fermate qui,
si sono spinte ben oltre,
perciò capita fugacemente
di vederne qualcuna,
in mancanza di una scarpa col tacco,
camminare in punta di piedi.

E tu pensi:
“lo farà per apparire più alta”,
invece no! O meglio, non solo.
Col piede in quella posizione,
il muscolo della coscia
è in tensione, e il sedere
si tira magicamente un po’ più su.

Fantastiche.
Semplicemente, fantastiche.

La Genesi dell’Uomo

Prendete un po’ di fango
tra le mani e sputateci sopra.

Ora sedetevi sul vostro divano,
impugnate il telecomando,
e sintonizzatevi su un bel
documentario sulle scimmie.

Alla fine di quest’ultimo,
cari cristiani,
traete le somme su chi
vi somiglia di più.

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